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Polizia medica / di Lorenzo Martini
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sura dispensò le sue grazie che gli uni abbisogniamo de-gli altri. Ne vien quindi che la privata felicità derivi dallapubblica, e la pubblica dalla privata. Dal che ne conse-guita che alla felicità deglImperii richiedesi che tutti icittadini allo stesso line cospirino. La Società si può giu-stamente paragonare ad una macchina composta di piùparli. Perchè in quella siavi ordinato movimento, tuttele parti debbono gssere illese, debbono inoltre tutte traloro costantissimamente corrispondersi. Smuovi una ruo-ta, rompi una catena, scompiglia lordine delle parti,ed ecco o cessare affatto il movimento, o farsi disordina-to. Tutta lumana generazione è composta dImperii,glImperli di città, le città di famiglie, le famiglie di co-loro che dallo stesso stipite procedono. Affinchè floridosia lImperio, le città debbono essere concordi al bene; lecittà non possono essere bene stabilite, se divise in fazionisieno le famiglie; infine perchè sieno rettamente governalele famiglie, tutti quelli che a esse appartengono, debbonoesattamente osservar quelle leggi che nei cuori impresse laNatura. Tutti in società hanno qualche parte, ma gli unimaggiore, minor gli altri. Questi varii ufficii dipendono inparte del proprio arbitrio, in parte dal Principe e daMagi-strati, altri infine dalla stessa natura. Per dir meglio, la Na-tura fa gli uomini atti a varie cose; i genitori poi e il Princi-pe, che qual comune padre veneriamo, adattano le variefacoltà di ciascuno, onde ne risulti un maggior utile allu-niversale; intanto in alcuni punti libera ci lascian lascelta. Ora il governare tutte le volontà e dirigerle ad unmedesimo scopo; impedire che lordine in alcuna partesi perturbi, e ove nato siavi tumulto, tostamente acche-tarlo, egli è ufficio delegislatori. Ma non potendo i reg-gitori depopoli di per soli provvedere a tutto, creanomagistrati, che sottentrando in parte a tanta mole, e i