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Polizia medica / di Lorenzo Martini
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comandamenti loro adempiendo, la pubblica sicurezzaconservano. Intanto tutti quanti debbono spontaneamenteporre ogni studio per promuovere la felicità dellimperio.Non può il Principe, non possono i magistrati penetrarei domestici recessi; epperciò debbono i parenti e glinsti-tutori vegliar di continuo sufigliuoli e sugli alunni, egli animi teneri a virtù modellare. E veramente molto adesiderare che gli uomini non dal premio allettati,spinti da timor della pena, serbino giustizia, ma che ar-dano dellamor della virtù. Ove sieno corrotti i costumi,invalide sono le leggi; integrità di costumi può facilmentetener luogo di quelle.

Le varie facoltà dellanimo che del corpo, i variiufficii a noi dal Principe assegnati, il vario stato di for-tuna, come abbiam detto, ci danno più o meno oppor-tunità a renderci benemeriti della patria. Ora io dico chela medicina fra le scienze e fra le arti fa nascere piùspesso e desiderio ed occasione e necessità di giovare. Everamente la medicina è quella che rettamente informagli uomini, provvidamente regge le famiglie, prudente-mente governa le città, e infine utilissimi lumi aglim-peranti. Le quali cose, sebbene sembrino per un troppoardente amore per la nostra scienza esagerate, tuttavia sevi degnerete prestare a me pazienti le orecchie vostre,scorgerete nulla esservi di tìnto, nulla di ostentato. Svol-giamo partitamente ogni cosa, e prima di tutto proviamoche la nostra disciplina informa rettamente gli uomini,onde ottimi cittadini divengano.

Nelluomo debbonsi considerare tre cose: il corpo,l'intelletto, la volontà. Allutile pubblico i corpi voglionoesser gagliardi, colli glingegni, le volontà attive, ar-denti, giuste. Quanto spetta alla conservazione della sa-lute dei corpi, egli è evidente esser questo il principal