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dovere dell’arte medica. Epperciò non ci dilungheremogran fatto per dimostrare per questo canto la sua eccel-lenza. Ci sarà tuttavia conceduto di toccar di volo e glisforzi generosi, e l’opera indefessa, e le improbe faticheche sopportò e sopporta per conservar la sanità dei po-poli. Esamina la fabbrica del corpo umano; i piu sottilistami sfuggono all’acutezza de’sensi; le lenti, la mace-razione, il fuoco, altri chimici reattivi le sono d’ajuto.Investiga le funzioni degli organi; dirada sino ad un certopunto la densa caligine che le vitali forze nasconde. Losquallido aspetto di morte non l’atterrisce, i putridi ef-fluvii non la distolgono. Chiama a sperimento i brutianimali; costretta da dura necessità in vani modi li tor-menta, onde la Natura a suo malgrado a dare i suoi re-sponsi costringa. E poiché la vita è mantenuta da esternepotenze, la medicina con nobile ardimento spazia per l’u-niversalità del creato. Dell’aere che ne fascia, che all’ali-tare beviamo, considera la densità, la temperatura, i va-pori, gli scotimenti, i principiò Esamina a parte a partele biade, i frutti, le acque; quanto a cibo, a bevanda,spontanea ci presenta la natura; quanto l’industria mer-cè dell’arte elabora. Penetra nell’ime latebre della terra,e sali fuor ne tragge a conciliar grazia agli alimenti.Quanto sembra poter nuocere, accortissima allontana. Senon che i corpi nostri sono fragili e a continue vicendesottoposti. Quanto ne circonda, quanto opera su noi, an-che quelle cose che sono reputate necessarie alla vita,se dilunghimi dalla norma, la salute perturbano. Allorala medicina è tutta intenta a prontamente rintegrarla. Di-strugge i miasmi, le meliti, i contagi; prepara medica-menti; con accurate sperienze ne esplora le virtù; dellepiante le radici, i legni, le foglie, i fiori, i succhi pe-sta, macera, cuoce, mesce, discioglie. Quello che è na-