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Polizia medica / di Lorenzo Martini
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Si è scritto, egli è vero, si è spacciato, porre i medici indubbio la spirituale natura dellanima, e la sua immortali- ; ma questa è calunnia, calunnia impudentissima. Chi de-scrive i varii movimenti di uno stromento, non niega perquesto la forza motrice. Per siffatta guisa, i medici, quantoavvien nel corpo esaminando, non solo non negano la-nima, ma giungono a definirne con piena cognizione dicausa e lesistenza e la divina eccellenza.

Se non che confessare un Dio, ed ammirare la nobiltàdegli animi, e intanto o vivere nella infingardaggine, oda vizio torcere, è troppa assurdità; quindi la volontà vuolessere eccitata al bene operare. Ora chi conosce il fune-sto fine del vizio, non solamente siegue la virtù, maviene a lei con forza invincibile attratto. Ma la medi-cina,come ognun vede, dee molto più che le altre scien-ze e le altre classi della società, conoscere i mali che dallasceleranza procedono. Dunque mentre la filosofìa e lareligione allettano alla virtù, Igiea con minacciar pene citien lungi dal vizio.

Alla pubblica felicità, siccome fu per noi dimostrato,non basta che gli uomini sieno dincorrotti costumi; ri-chiedesi di più che tendano tutti al medesimo scopo.Questa cospirazione è in primo luogo necessaria nellefamiglie. Ora la concordia, la pace, la felicità delle fa-miglie è procurata, e mantenuta da quelegami con cuila Natura insieme congiunge i consanguinei e gli affini.Se noi richiamiamo ad imparziale disamina i tumulti, ladiscadenza, la rovina deglImperii, troveremo per lo piùil primo fomite del male tra le domestiche pareti. Ma lascienza medica ordina in modo le famiglie, che e ne ri-sulti serenità di giorni, e si provveda al pubblico bene.Essa glimenei non da pudico amore, ma da sordido in-teresse consigliati, con fausti auspicii impedisce. In tal