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Polizia medica / di Lorenzo Martini
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proporzionare la gravezza delle pene: altri magistratidebbono allontanare quanto insidia alla pubblica sa-nità, mantenere la salubrità deluoghi, conservare lebiade della terra, favorire la propagazione e la gagliar-dìa degli animali che a noi rendono di più ragioni ser-vigi. Ma in tutte queste cose giova moltissimo la medi-cina; il che è così chiaro, che inutile sarebbe .andare incerca di argomenti per dimostrarlo.

Egli è dimque manifesto, che la medicina imparte isuoi lumi, e porge gli ajuti suoi e al Principe e ai sud-diti, e allImperio e alle città, e alle famiglie e a ciascunuomo; che essa provvede alla sanità decorpi, coltiva glin-gegni, rettamente gli animi informa. Ora qual scienza,domando io, qual arte apporta e tanti e tanto segnalativantaggi?

Se non che questa è nostra precipua lode, che noi intutto quello che meditiamo, che operiamo, cerchiamoappena il proprio onore, il proprio utile, e nulla deside-riamo fuorché la salute eia gloria delluniversale. Ajaceil Telamonio in mezzo al combattere udissi altamentegridare: 0 Giove! o Padrei scampa dalla caligine i figlidegli Achei, concedi propizio, che non oscura rimangalopera nostra, e poi nella luce, se tale è il voler tuo, per-dici pure. Noi per lo contrario che seguiamo le pacifichebandiere di Esculapio, così ad una voce preghiamo: fac-cia Iddio che possiamo essere utili alla patria; del restoo noi esalti la fama, o ci sepellisca neHobblivione, nullopensiero ci punge. Non negli aperti campi di Marte, frail fragore dellarmi, fra il clangor delle trombe, palmechiediamo: non nel fòro verboso, fra le acclamazioni daf-follato uditorio, aspiriamo ad allori. Noi nel tristo silenzio,in mezzo a gelide spoglie di mortali; noi nella tetra squal-lidezza dellasilo del dolore, fra i gemiti dei languenti,