suffragio dei più, e già molti popoli dal vaiuolo scam-pali, quanto sia grande il beneficio del vaccino, con irre-fragabile testimonianza confermano.
La guerra tutta l’Europa con tristo giuoco agitava. Asia,Àfrica, America allo scorgere sopra loro minacciosa lafolgore, rimaneansi per paura stupefatte. I combattimentierano spessi e sanguinosi. I medici sempre ed ovunquefurono pronti, e gli ajuti dell’arte porsero, e morte nonpaventando, con magnanimo empito le strapparono in-numerevoli vittime. Valli presso gli Ottomani s’innesta ilcontagio della peste bubonica, e gli smarriti spiriti deibelligeranti rinfranca.
Questa patria nostra, ha pochi anni, per un’epidemiadi petecchie costernata, trepidava. Pieni i medici di co-raggio affrontano il terribile morbo, e già l’han vinto.Già lo squallore dai volti sparisce : già i santissimi templidi lieti rendimenti di grazie risuonano. Non pochi peri-rono, ma la morte loro è troppo degna d’invidia. E chemai può a’mortali avvenir di più beato che la carrieradella vita con virtù coronare? Altri poi che sopravisserohanno a nuovi cimenti paratissimi i petti : alcuni fra quelliio veggo qui in questa augusta adunanza seduti. Vorreipur io poterli indicare per nome, ma la conosciuta loromodestia imperiosamente me’l vieta.
La febbre gialla affliggeva pur ora la Spagna, già dagliintestini tumulti travagliata. I medici della Francia volanoa portar soccorso a que’miseri. Molti periscono: quellevite estinte, non che non ispegnere ne’ coraggiosi lorpetti la fiamma generosa, anzi la crescono.
Le quali cose così essendo, tacciano infine una volta inemici della nostra disciplina, tacciansi; se qualche ve-recondia essi hanno di negare la verità di purissima lucesfolgorante, se pur sentono alcun poco in sè amor di sti-