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provare quanta sia la nostra tenerezza per lei. Vedete co-me questa generosa Gioventù, che con vaghissima coronaVi sta d’intorno, tenendo su di Voi fissi gli animati suoisguardi, con eloquentissimo silenzio porgesi parata al pa-cifico arringo del sapere. 1 dottissimi Professori, collegllimiei amatissimi, fanno per bocca mia giuramento chenulla mai ommetteranno per informare a virtù ed a glo-ria, e collo insegnamento e coll’esempio, i cari pegni allalor cura affidati. Quanto a me, io troppo bene conoscoquanta sia la debolezza del mio ingegno rispetto all’ inca-rico che mi viene addossato. Nè con tutto questo mi la-scio sgomentare. La benevolenza de’miei Colleghi, chesempre e col consiglio e coll’opera mi assistettero;la grandocilità ch’io dovetti sempre ammirare nella gioventùSubalpina; in ispezieltà poi Pinarrivabile vostra indul-genza, o Eccellentissimi Magistrati, m’inspireranno im-perturbabile coraggio.
II.
Delle Università. ,
Una delle precipue cagioni per cui le ingenue disci-pline fecero rapidi progressi dopo la restaurazione dellelettere, sono le Università. In questa parte la nostra Italiafu la prima : nè tanto indugiò ad istituire un pubblico in-segnamento; cliè le Scuole di Salerno e di Monte-Cassinoavevano già un’apparenza di Università. Convien tuttaviaconfessare che dopo l’Alighieri esse furono ridotte a quellaforma in che di presente le vediamo. Ho creduto di trat-tar di proposito questo argomento. Farò in primo luogo