meno efficaci degli esami. Il che devesi particolarmentedire degli esami pubblici. Quel salire in cattedra, quelloargomentare con dottori, l’aver presenti i compagni, ol-tre all’eccitare i giovani a meritarsi la pubblica commen-dazione, gli avvezza pure a presentarsi con modesta bal-danza in pubblico.
Sin qui noi abbiamo considerato solamente i profes-sori ed i loro alunni, senza aver rispetto nè alla nazionenè alle altre Università, nè a tutta la società. Tocchiamodi presente tutte queste condizioni.
Se il pubblico dovesse per propria sperienza conoscereil merito d’un medico odi un leggista, cadrebbe in milleerrori prima di giugnere alla verità. 11 più spesso darebbela sua fiducia ad un impostore o ad un saccentello. Al con-trario dappoiché sa che il Governo commise a certi dottil’ufficio dell’insegnare, se ne vive securo. In qualunquecongiuntura della vita sa dove ricorrere per imparare la,verità e francarsi dall’errore. Nè devesi solamente rag-guardare al merito del sapere; devesi avere tanto maggiorrispetto all’ indole. Il pubblico che sa come un tale passòla sua adolescenza in un’Università, ha già un criterioper reputarlo dabbene. E vero che questo criterio nonè certissimo, ma almeno è assai probabile.
L’emulazione che abbiamo veduto esistere tra i profes-sori, e l’altra tra gli alunni, esiste pure tra le Università:e questa emulazione non può che riescire vantaggiosa;perocché si accrescono le fatiche a procacciarsi gloria,ed una moderata ambizione è un fortissimo eccitamentoad operare con virtù.
La confidenza che ha una nazione nella sua Univer-sità, l’ha pure tutta la società nel complesso degli studiòIn fatti quando una, e tanto più quando varie Universitàpronunciarono su di un punto, si cammina con tutta si-