curezza. Al contrario, sinché una dottrina non esci fuoridel circolo di privali, gli animi del pubblico rimangonosempre perplessi.
Dunque non v’ha dubbio clic le Università sono unmezzo assolutamente necessario a propagare le lettere ele scienze. E per venire all’Italia, percorriamo i fasti dilei; e troveremo ehe se è grande, lo è perchè fu sempreintenta a favorire i pubblici studii. Che se vogliamo uscirfuori della nostra penisola e portarci col pensiero allevarie nazioni, vedremo che dapertutto la civilizzazione èin ragione del numero delle Università e del merito deiloro professori.
Ma le istituzioni del mortale non sono mai assoluta-mente compite e perfette. Presso all’ ottimo havvi sempreun che di male; e questo vuol esser detto delle Univer-sità. Or dunque vediamo com’esse sieno degenerate dailoro principii.
Incominciando dai professori, e’ parmi che i loro di-fetti si possano ridurre a tre, e sono: ignavia, smania dicelebrità, mancanza del debito contegno. Non fo paroladell’ inabilità; perchè suppongo che qualora un Profes-sore si mostrasse inabile alla sua carica, he verrebbe ri-mosso; e qui col termine d’inabilità non intendo igno-ranza, ma mancanza di quella chiarezza e di quell’ordineche abbiamo detto esser di estrema necessità in chi deb-be insegnare.
Coloro i quali sono già arrivati ad un certo grado dicelebrità si lasciano facilmente sorprendere dall’ ignavia.E vero che la sapienza ha fortissime attrattive; anzi, se-condo che scrisse Platone, le ha portentose. Ma standoall’esperienza, io veggo clic molti dotti, dappoiché sonogià nella luce del gran mondo, si allentano ne 1 loro studii.In sulle prime non si ha un ozio perfetto: esso riusci-