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e focose, non si lasciano facilmente dirigere, ma resistonoa tutte le esortazioni. Dunque l’esperienza ci dimostrache tra genitori e figliuoli ci vuole un contegno amore-vole insieme e dignitoso. Se questo è necessario nelle pri-vate famiglie, è tanto più necessario in una pubblicascuola, dove trovansi moltissimi giovani nell’età del bol-lore, e vi manca quel sentimento che la natura ispira aifigliuoli in versode’loro genitori. Si rispetti pure un pro-fessore, ma non si rispetterà mai come un padre.
I difetti della studiosa gioventù sono: inabilità, vio-lenza ad uno studio cui non si è disposto per natura, igna-via, precipitazione nella lettura, mancanza di metodo,mancanza delle cognizioni preliminari necessarie, sover-chia ambizione de’gradi.
L’amor proprio abbaglia il più saggio : deve tanto piùabbagliare la gioventù: niuno si persuade di non essereabile alle ingenue discipline. Quando un giovane creded aver ingegno e non ne ha punto, accusa di oscurità ilprofessore e gli autori, e quel poco che imperfettamentecomprende e recita a modo di pappagallo, il tiene per l’u-niverso scibile.
Altri non sono si ignoranti da ignorare la propria igno-ranza : ma sono violentemente spinti agli studii, mentresi eleggerebbero di viversi in una tranquilla oscurità, esi renderebbero tuttavia utili alla società con altro generedi occupazione.
Gl’ingegni non differiscono solamente di grado; dif-feriscono assai piu per lo scopo ossia per la disciplinacui sono adatti; ed io sono inclinato a credere che po-chissimi sieno coloro i quali manchino affatto d’ingegno.Tutto sta a vedere per quale scienza od arte ciascuno siafatto. A è questo è difficile : basta lasciar libera la natura :essa si appalesa di per sè. Ma una mal intesa estimazione