tendenze: alla fin fine tutti gli studii umani sono stretta-mente collegati tra loro. Non si vuole imporre un giogoagl’intelletti: si variino le osservazioni e gli sperimenti,ma e quelle e questi tendano a conoscere la verità.
Le ipotesi escogitate a solo fine di dir cose nuove perattrarre l’attenzione dei semplici, debbono essere sban-dite dalle Accademie. Dicansi nuove verità, quando sipossa colla severa meditazione ritrovarle; ma lo spac-.ciar novità a detrimento del vero è tale assurdo che nul-l’altro più.
Gli accademici adunque debbono adoperarsi nel lorogabinetto a discoprire un qualche tesoro della natura sinqui non conosciuto; debbono studiarsi di procedere piùoltre nella concatenazione dei fatti; debbono svelare al-l’intero corpo accademico le loro private investigazioni,onde i loro colleghi gli ajutino coi loro lumi ad appres-sarsi sempre più alla meta. Qui vuoisi candore in quelloche espone i propri pensamenti, fratellevole libertà in co-loro che debbono proporre il loro giudizio. Se mai siaviod ostinatezza nel primo, od adulazione ne’secondi, lungidal progredire in avanti, si sostarebbe od eziandio si re-trocederebbe.
L’amor di sè stesso non pub esserne offeso. Supponia-mo un tale che, camminando sbadatamente, si vada appres-sando ad una frana, non sarebbe crudeltà non renderloavvertito della mala via che tiene? E come dunque nelcammino della verità dovremmo lasciare con tanta indif-ferenza che altri si avvìi per infidi sentieri, e quel che èpiù, applaudirgli, cosicché se ne proceda securo, allonta-nandosi sempre più dalla meta cui tende coll’ animo ?
L’Accademia del Cimento fu la più perfetta per quelloche ragguarda alle scienze; essa deve essere il modello atutte. Ora in quella si sperimentava in comune; facevansi