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ta cosi distintamente protetta da’ Signori Re suoigloriosissimi Predecessori , e dalla sua reale , e suc-cessiva pietà . In fatti , se i Gesuiti di Portogal-lo in vece di approfittarsi del Breve di riforma nonsi fossero lasciati trasportare ne’ deplorabili eccessi,in cui cade itero , sussisterebbe in Portogallo la Com-jpagnia , perche , per quanto si voglia supporre po-tente il primo Ministro , non avrebbe potuto fa- !re , che il Cardinale di Saldanha , e i Vescovi tut-ti del Regno , con gli altri Delegati per la visitarappresentaslero a S. M. F. calunnie , ed impostu-re contro i Gesuiti per farli comparire incorrigibili :e non essendovi nuovi motivi per cacciarli dai Re- 'gno , il Nostro Sovrano fi sarebbe contenuto nel-le misure prese di contentarsi della Riforma . Mi-sure giustissime , e prudentissime , le quali fannovedere a tutto il mondo la moderazione indicibile,e la saggezza del Re Fedelissimo , e del suo mi-nistero ; Imperocché avendo mille titoli di stermi-nare i Gesuiti , non volle venire a questo passo ,ma ricorse al benigno rimedio di cercar loro la ri- jforma. |
Né giova il dire , che quel Breve non ha avutoaltro effètto , che questo di screditare , e far cac-ciare dal Regno i Gesuiti/ non giova , dico , per-che né il discredito , ( quale però è stato comune ■* tutte le Religioni, qualora sono state riformate,ed è comune a tutti quelli , che sono pubblica-mente condannati , senza che si possano accusare ai Principi i quali hanno procurate le riforme , ei Papi che le hanno concedute, o i Giudici , eSuperiori , che condannano i delinquenti ) ; né,dico, il discredito è nato dal Breve , ma dai 1 orogravi eccessi, né dal procurar loro la riforma è deri-vata la espulsione, mà dal non essersene approfitta-ti i PP. come doveano per la loro superbia, am-bizione