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Apologia contro la censura fatta da XIV. vescovi della Toscana ad alcuni libri pubblicati in Pistoja
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bile, esente da sorprese . Ma in quello caso vor. egli il censore dubitare , se convenga obbedire agli uo-mini , per quanto sieno rivestiti della più grande auto-rità , piuttosto che a Dio ? Oltre di ciò chiunque è perpoco versato quello che riguarda la proibizione deilibri resterà certamente sorpreso della semplicità di lui,che vuol supporre un discredito dell ecclesiastica potestàil dare le giuste massime su questa materia. La nonaparte delle difficoltà a Steyaert del Sig. Arnaldo , cheè stampata tradotta in Venezia con tutte le opportunefacoltà , può bastare a convincerlo delle sue incoerenze.Dovrebbe anco riflettere , eh* la potestà di proibire îlibri non risiede propriamente nella Chiesa , se non comedirettrice della moralità delle azioni, suo e dee la Chie-sa per mezzo dei suoi Pastori avvertire i fedeli perché stguardino dai cattivi pascoli , che possono incontrarsinella lettura di opere contenenti massime contrarie alVangelo. Può anche farne delle rimostranze alla Sovra-nità per averne degli efficaci provvedimenti. Tutto il di'più spetta aliautorità del Principe, e fa maraviglia-anzicome i quattordici Vescovi sottoscritti , quasi ignorandoquesto regio diritto siansi azzardati a ratificare in questadenunzia quello che fa pienamente dimostrato falso edassurdo nell Assemblea , appena che Monsig. di Sanse,pelerò, niente convalidato dallo zelo degli altri suoi confra-telli , promosse su questo punto la difesa delle massimee pretensioni Curiali . Gli arrestò allora a--che 11 rispettoche dovean al loro Augusto Sovrano , il quale dal suoavvenimento al Trono non ha f. tto che dare le piùluminose riprove di Religione e d illuminata pietà. Setutte le opere inserite nègli Indici Romani , sono con-dannate giustamente , se esse sono senza alcuna dubita,rione cattive , se si sostenga questa falsità comprovatadal fatto e contrariatila dottrina della Chiesa , si faingiuria a un Sovrano religiosissimo , il quale intesoper principi e persuaso intimamente di ciò che si deealla verità e alla sana dottrina , di ciò che è proficuoalla istruzione «lei suoi sudditi , e a! progresso dei buonistudj, onora della sua Reale Protezione la Storia eccel-lente del celebre Racine, e propone ai suoi Vescovi

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