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Appendice alle riflessioni del Portoghese sul memoriale del padre generale de' Gesuiti presentato alla Santità di pp. Clemente XIII. felicemente regnante, o sia risposta dell'amico di Roma all'amico di Lisbona
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to colla Sede Apostolica , e con se stessa . Due

sono le basi delle mie accuse , de' miei risenti-

menti , e de' miei rimproveri : i Decreti de*Romani Pontefici contro la Compagnia , le pro-cedure della Compagnia contro i Decreti de

Romani Pontefici . Che colpa é la mia, se i Vicaridi Cristo condannano i Gesuiti ? Che colpa è lamia , se i Gesuiti la fanno da pertinaci e

ribelli a i Vicari di Cristo ì Sebbene potean forsequesti , senza tradire lAposlolico lor ministero ,potevan forse dissimulare gli errori della Compa-gnia , le cornitele , e gli scandali ? A chi restadunque la colpa i Verso di chi debbono voltarsi glisdegni ? Reciti pure il Confiteor la Compagnia , epercuotendosi il petto con umiltà, gridi ad alta voceMe a culpa , Me a culpa .

Questo ancora non basta. Incurvata a terra, b?-ci con sentimenti di gratitudine le soglie tutte diRoma ; ed esalti la carità eroica della Prelatura Ro-mana , e della Sede Apostolica , la quale quasi di-menticata di tante ingiurie , insulti- , insolenze ,contumacie , soverchierie , tradimenti , non halasciato giammai qual Madre pietosa di amare te-neramente la Compagnia come figlia , e figlia ancorprediletta . Si ravveda ella una volta , e a tem-po si accorga , che sta vicina a stancarsi la pietàdella Madre : la quale un giorno per avventurasoffrir non vorrà , che a tanti e tanti obbedientis-simi figli dispiaccia grande amore verso la con-tumace , e lo prendano per indolenza .

Io pure , a mio credere , merito qualche lo-de , e ringraziamento ; perché null altro vado cer-cando , che il vero bene della Compagnia , con pro-di-