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ma propria pììi dèlia Compagnia ; che non sono mpieno lume sulla malizia de’ suoi Confratelli , operché sono ancor giovani , o perché la Compa-gnia non fa alcun conto di lui / desidero , dico ,che questi restino illuminati , e sappiano preser-varsi dalle corruttele delia matrigna: ma poi compa-tisco , e compatirò anche gli altri j i quali alze-ranno i clamori contro di me , e della mia Appen-dice alle Riflessioni . Veggo benìtsuno , che gli hoferiti sul vivo , che debbono averne del dispia-cere , e che la loro umanità dee cercar qualchesfogo . Conosco che tanto più grave dee estere illoro rammarico , quanto piò veritieri fono i docu-menti j da’ quali ho ricavato le accuse . Le Bol-le , e i Decreti de’ Romani Pontefici; i Som-mar; di Propaganda ; i Processi , per dir così ,fabbricati da un Segretario di quella S. Congre-gazione ; ie originali testimoriapze de’ Legati ,Visitatori , e Vicar; Apostolici , che fi conser-vano in quell’ Archivio ; le Opere pubblicate da’medesimi Gesuiti ., Amico , son documenti si in-vincibili ; sì inappuntabili , che non dannoluogo al consueto refugio di gridare , Impostura ,Impostura . Io supplico vivamente i Gesuiti aportare altrettanto in propria discolpa . Or quan-do ancora in questa Appendice- non altro vi fossedi vero , se non quanto ho cavato da quei solifonti ; non basterebbe a convincere i Gesuiti dicontumacia perpetua contro la Satira Sede ? Nonbasterebbe a far loro conoscere la carità eroica diRoma verso la Compagnia ? Non basterebbe a farglivergognare nelle Case principali di Roma, Borghe-se , Ludovis:, Barberini, Panfili, Ghigi , Rospiglio-si, Altieri , Odescalchi; Ottoboni , Albani , Con*