quali strapazzi riempie la sua sempre detestabile Isto-ria Letteraria. Non voglio lasciar , d’avvertire unosbaglio preso stali' fautore in questa undecima Ri-flessone a care. 89., benché sti poca importanza, maavendo intrapreso l’esame di queste Riflessioni , sa-rebbe messo a carico mio , se non lo notasti, e poianche e più particolarmente per difendere il degnoP. Lagomarlìni , che è notato stali’ Autore lenzaragione . Non è vero , che quel Cefelho com-positore stella nota Satira fosse un Cavaliere de' pili-difìinti della Città di Firenze . Era bensì un uomodi talento glande , e il P. Logo martini dicendo ,che era deli’ ordine popolare , volle dire , che nonera patrizio .
RIFLESSIONE Xlf.
A tutta la Religione fi ejiende il dificreditn ,e il danno .
Qui si'parla stì due cose , una è Sa reputazione,della Compagnia, e fai tra è il danno , eh’ ella nerisente. II P. Generale ( equi Io compatisco con tmto il cuore ) vorrebbe salvare la capra, e i cavoli, equesto è il distici le , perché è impossibile , che unReligioso interessato passi per Santo. Il nostro Autorese la passa leggiermente sopra ambedue questi pun-ti , e particolarmente sopra il primo , eh’ è il più im-portante , e su cui c’era più d’ailargarsi . Oltrechéin quel poco, che ne dice, prende un abbaglio- 1 oalmeno non pare, che si spieghi bene. Ripone il di-scredito della-Società ne’ molti libri scritti contro diessa . No; non consiste qui il discredito, siccome ilbuon nome non consiste ne’libri di lode, e d'e'rrcpm,‘ .E in effetto i Gesuiti , che non sengoffi, non si pren-dono una pena immaginabile di qualunque volumevenga scritto contro di loro. Anzi se ne proveggo-
F ? no