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tali di Erodoto, di Tucidide, di Pausania,di Plutarco, di Livio, di Vitruvio, di Pli-nio, noi tuttavia andiamo solleciti e curiosiperegrinando per le regioni e schiave e re-dente di Grecia e per le coperte ma nonobbliate ruine d’Italia, e ci sprofondiamonelle viscere della terra, traendo alla facciadel Sole ed alla luce dell’umano ingegnole memorie autentiche de’nostri antichi pa-dri e maestri. Non è però che gl’ indizjprincipali di tali ritrovamenti non li ab-biamo noi dalle opere scritte ; che anzisenza di queste la società degli uominimancherebbe del primo lume d’imitazio-ne , e una volta annientate le utili emagnanime istituzioni, nulla gioverebbe-ro i monumenti sepolti sotto la cenere,talché la barbarie generata e fortificatadall’ignoranza e dal fanatismo regnerebbeeterna sul mondo. Onde a quelli che lememorie delle arti e delle scienze serba-rono negli scritti, e col loro fecondo e be-nefico ingegno ne accrebbero le invenzio-ni, professeremo indelebile riconoscenza,dannando all’ incontro a perpetua infamiai distruttori di queste santissime istituzio-