20
vio, che ragionò delle catapulte, degli scor-pioni, delie baliste, e delle altre macchineattinenti alle belliche fortificazioni, nonabbia addotti i grandi esempi romani aconferma delie proprie dottrine, quasi di-mentico delle mine di Camillo, e dellecon tra vva llazioni di Scipione e di Cesa-re. Vedranno che non ha egli data ragio-ne di quelle strade famose, che nè le* un-ghie dei cavalli degli Unni, nè le ruotedei carri dei Vandali poterono frangere asegno, che ancor non ne durino salde edintiere le fondamenta; e molti altri difetticosì di arte, come di scienza ravviserannoin quell’opera venerata, i quali noi abbia-mo schiettamente e liberamente notati neinostri conienti.
Dall’ altra parte i severi censori, se nonsono affascinati da fallaci opinioni, do-vranno confessare con quel Milizia, allacui critica ardimentosa devono le bellearti la restituzione dell’ ottimo gusto, chealcuna opera umana non essendo esenteda ogni difetto, le macchie che adombratiVitruvio non impediscono che debba egliessere riguardato come il principe dell’ar-