chitettura, e che con massima ragione èstato sempre e sempre dev essere lo stu-dio principale di chi vuol avere i giustie sodi principj dell ’ arte . Onde noi, rin-forzando r argomento con una immaginecomparativa, diremo di Vitruvio ciò chesi dice di Omero, cioè, che siccome inquesto vi sono le fonti di tutta la sapien-za poetica, così in quello vi sono le sor-genti di tutta T architettonica filosofìa. Per-chè si dimanderà da noi: chi fu mai chedestò il buon gusto architettonico in mez-zo al barbarismo del medio evo, se nonil codice vitruviano, quantunque guastoe corrotto dalle sventure d’Italia e dallamano degl’ ignoranti? Chi finalmente, senon Vitruvio, creò Vignoìa, Palladio, Sca-mozzi? Che se questi tre sommi arteficicorressero e ingentilirono parte delie for-me da esso descritte, sieno eterne grazieal loro nobilissimo ingegno, che da pian-ta sì feconda seppe trarre sì copiosi e pia-cevolissimi frutti. E noi per la debita giu-stizia a questi sovrani maestri, e per pie-no compimento dei nostro lavoro, abbia-mo riunito a Vitruvio le più belle rifor»
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