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lorchè infrange a quelle spiaggie, che il diio dell’eternabontà gl’impose di non valicare; le foreste ne parlano ele solitudini con l’arcana eloquenza dei loro silenzj. Ah! sì,tutto grida, tutto magnifica la bontà del supremo Benefat-tore. Che più? la sentiamo anzi dentro di noi, nell’intimeviscere, ne’moli del cuore più riposti e secreti, la gustia-mo ne’palpili della pietà, nelle lagrime della tenerezza,qualunque volta stendiamo la destra a soccorso, o la per-sona inchiniamo ad affetto, se in altri ci venga veduta, od’altri ci venga udita qualche bella e generosa opera dibeneficenza.
Giuseppe Barbieri,
La Divina Provvidenza.
Oh come è grande il mondo e magnifico! e quale spet-tacolo dì saggezza, d’ordine e di magnificenza offre agli oc-chi nostri, quando scorgiamo in esso una provvidenza, chedispone di tutto da un punto all’altro con giusta misura;che vede gli avvenimenti più remoli nelle lor cause, e nellasua augusta volontà rinchiude le cagioni di tutti gli eventi;che concede la pace o permette la guerra secondo i suoiconsigli di misericordia o di giustizia, e ai popoli dà sapientio improvidi reggitori a norma de’suoi santi disegni, c di-spensa le buone sorti o le avverse secondo che tornano piùutili all’adempimento dell’opera sua, e governa il corsodelle umane passioni, e, per mezzo di provvedimenti ine-splicabili, fa servire a’suoi divisamenli la malizia stessa de-gli uomini! Oh come il mondo, guardato sotto questo a-spelto e in un col supremo Artefice che lo regge, è pienod’ordine, d’armonia, di magnificenza!
Ma se dalla Provvidenza lo disgiungete, e lo contem-plate abbandonato a sè medesimo, non vi discernete piùche le passioni umane, le quali mettono tutto sossopra.Allora non è più altro che un caos, un teatro di confu-