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sione e di perturbamento, ,dove non c’è cosa collocata alposto che le si addice; dove il ribaldo gode il premio dellavirtù, e il giusto ha spesso per sua parte l’abbiezione e itravagli del vizio; dove uniche leggi, e sole consultate erispettate, sono le passioni, ed unico legame fra gli uominiquegli interessi medesimi che li dividono, e norma il casode’maggiori avvenimenti; dove rado il buon successo dimo-stra e premia una buona causa, dove l’ambizione e l’auda-cia s’innalzano a que’ primi gradi, che il merito terne eche al merito si rifiutano; dove, in una parola, ordine nonsi vede, perchè lo sguardo e la mente non si arrestano inaltro che in una perpetua successione di moti disordinati,senza venir a capo mai di comprenderne la segreta cagione.Ecco il mondo disgiunto dalla Provvidenza.
MassìUon.
Qual madre i figli con pietoso atfetloMira, e d'amor si strugge a lor davanle,
E un bacia in fronte, ed un si stringe al petto,Uno tien sui ginocchi, un su le piante;
E mentre agli atti, ai gemiti, all’aspetto,
Lor voglie intende sì diverse e tante,
A questi un guardo, a quei dispensa un detto,E, se ride o s’adira, è sempre amante:
Tal per noi Provvidenza alta, infinita,
Veglia, e questi conforta, e a quei provede,
E tutti ascolta, e porge a tutti aita ;
E se nega talor grazia o mercede,
0 nega sol perchè a pregar ne invita,
0 negar finge, e nel negar concede.
Filicqja,
S^-op-cSCS
Per tutto; in tutto.stendesi
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Nel cielo d’astri fulgido,
Nel filo d’erba cui lambisce il rio ;