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Tacciali gli empi — l’intimaVoce di coscienzaDi che ovunque stendesiLa divina infaIlibil provvidenza.
Non vi lagnate, o miseri ;
Non invanire o stolto:
Provvida man sa rendere
Il male in bene, al par che il poco in molto.
Pezzi.
Sentimento di gratitudine verso Dio .
Or che dietro quell’alta ignuda rocciaA la pallida notte il velo casca,
E ride la natura, e il germe sboccia,
Vieni, o alato cantor, di frasca in frasca.
Vieni, usignuol. Così non mai ti nocciaUgna crudele, o gelida burrasca;
E la più tersa e più soave gocciaDel pianto de l'aurora ognor li pasca.
Vieni, e in quel suon, che più gli affetti molce,
Un cantico gorgheggia al nume immenso,
Che in pria tutto creò, che il tutto or folce.
Verdeggi il bosco a Chi lo feo sì denso,
Scherzi Lauretta a Chi la feo sì dolce,
E i frutti, e l’erbe e i fior’ gli offrano incenso.
Preghiera del fanciullo.
0 Padre, a cui s’inchina il padre mio,
Te invoca al suol prostrato ogni vivente;
E il fronte al nome tuo solenne e pioLa dolce madre mia curva umilmente.
Udii che questo sfolgorante soleA tua somma possanza è quasi un gioco ;