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Sunto della Storia di E orila.
Ebbe Romolo sei re successori, l’ultimo de’quali, ve-duto a noja per la sua tirannide superba, fu discacciato:che un popolo magnanimo non potea sofferire, come ungregge di servi, le orgogliose oppressioni, le regie lascivie,le insoffribili superbie della stirpe Tarquinia . Spenta lamonarchia, sorse l’amor di libertà, e da quello un’illustrerepubblica, fra tulle che furono al mondo maravigliosa.Imperocché -mentre i sette re nello spazio di due secoli emezzo sottoposero con lente ed ostinate guerre soltanto lenazioni confinanti, cosicché l’angusta dominazione avrebbed’un sol volo, senza stanchezza, trapassato una colomba, iRomani, divenuti liberi, e pugnando per sé, non per altrui,in altrettanto tempo soggiogarono l’Italia tutta. Quindi confelice impeto spinsero le vittorie all’ Eufrate , al Tigri , al-l’estreme regioni dell’Asia , all’Oceano occidentale, a’ climidel gelo, ed alle ardenti arene della barbara Libia . Nellaquale vastità d’imperio il destino comprese quella slessaregione dove sorgeva la inclita Bardano, e Troja bel-licosa, che il pietoso Enea abbandonò consunta dalle fiam-me, oppressa dal fato, delusa dalle greche frodi misera-mente. E però la sua stirpe sembrò manomessa dalla for-tuna, affinchè daH’estreme avversità si sollevasse a mara-viglioso esperimento di virtù (1). Ma siccome non v’è per-fetta cosa, la quale non sia sottoposta quassù, alle corrut-tele, quindi nacque discordia intestina fra In plebe e ilsenato, la quale divenne come insanabile infermità, per cuifu la repubblica, degna di vita immortale, estinta in breve,l’ostia, dalle contenzioni civili prorompendo alle atrocità,si svenarono fra loro i figliuoli, siccome spinti dal fato a
(1) Era tradizione clic Sloniolo e i primi abitatori di Roma discendesseroda Enea troiano.