In un medesmo punto da tre cantiItorape sopra Sionne impeto eguale:
Sotto a graticci, baldanzose avantiYengon le turbe alla tenzon murale ;
Già da per lutto sorgono pesantiCastelli carchi di guerrieri e scale,
Su cui poggiano i prodi, alto levandoLo scudo d’una man, dell’altra il brando.
Gli arieti frattanto la muraglia
Spessi dirompon col cozzar possente;
Forza di massi ogni petriera scaglia,
Se n’ode intorno il tempestar frequente :
La vista un nembo di saette abbagliaLuccicanti nell’aria al sol nascente,
Guizzan lance fra i merli e brandi ignudi,Suonan percossi elmi, corazze e scudi.
1 difensor, cui lo spavento premeDell’oste inesorata in suo diritto,
E che ottener fra pochi giorni han speme11 soccorso promesso dall’Egitto ,
Di rabbia, di valor le prove estremeRaddoppian disperati in quel conflitto;
E il ricordar le care donne e i figliFuriosi li rende in fra i perigli.
Aste scagliano e pietre sterminateIn chi più ardito di salir presume,
E versan olj ardenti, ed infiammatePalle avventan di zolfo e di bitume:
All’urtar delle macchine crociateOppongon sacelli di cedenti piume,
E stoppa e paglia e coltri e grosse travi,Tappeti e vesti e gomene di navi.