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presso la porla del Mercato fabbricarono una pìceola.chìesacon convento. Venuta poscia la dolente regina Margheritamadre del re Corradino a Napoli con molta quantità di giojee di moneta per ricuperar dalle mani del re Carlo il suounico figliuolo, trovatolo morto e seppellito nella piccolacappella della Croce, lo fece quindi tórre, e fattogli cele-brare convenienti esequie, diede per l’anima di colui a que-sta chiesa tutto il tesoro che avea seco portalo. Re Carlo,per mostrar concorrere alla pietà della regina, nell’anno1209 loro concedè per ampliazion della chiesa un luogodel suo demanio ch’era quivi vicino, e chiamato Morricino,e crebbe da poi in quella grandezza che ora si vede. Altrine furono da poi fondati in Napoli e nel regno, ma nontanti sicché potessero uguagliare il numero de’ Predicatorie de’ frati Minori.
Ma parrà cosa stupenda come queste religioni fondatenella mendicità, onde presero il nome di Mendicanti , e chenacquero per lo rilasciamento della disciplina ed osservanzaregolare, cagionalo dalle tante ricchezze, avessero potutoin progresso di tempo far tanti acquisti, sicché per que-st’ istesso bisognasse pensare ad altra riforma, la qualenemmeno ha bastato. Ma a chi considererà la condizione de-gli uomini sempre appassionati alle novità, ed a’ modi te-nuti da Roma , a cui ha importato sempre stendere i loroacquisti, perchè finalmente a lei veniva a ricadere la mag-gior parte, non parrà strana, o maravigliosa. I monaci vec-chi, avendo già perduto il credito di santità, ed il fervoredella milizia sacra essendosi intiepidito, li frati Mendicanti,per quest’istesso che professavano povertà essendosi accre-ditali, invogliavano maggiormente i Fedeli ad arrichirgli,imperciocché essi s’erano spogliati affatto della facoltà d’ac-quistar stabili, e fatto voto di vivere di sole oblazioni edelemosine; ed ancorché trovassero molle persone loro divoteche erano prontissime di dar loro stabili e poderi, con tuttociò per lo loro istituto non polendo ricevergli, rifiutavano