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Il libro dell'adolescenza : ridotto ad uso della gioventù ticinese / compilato da Achille Mauri
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gione? Oh quanto dovrebbe ammonire gli eccelsi intellettiquella divina favola di Prometeo , se lessere buono e grandenon venisse da miserabile e inevitabile necessità! Dietro laquale, benché postume o scarse, non però del tutto inutili,seguono talvolta le congratulazioni (per poco non dissi le-sequie) somiglianti alla nostra doggi (1); quasi una dovutaespiazione dellingiuria gravissima, che i nostri antichi fe-cero ai loro e nostri signori. Non sono inutili queste rime-morazioni pietose: giovano come di ristoro e di placamentoalla coscienza di eredi, che riconoscono il debito, e deplo-rano lingiustizia deloro passati; gioveranno come esem-pio ed ammonizione, forse efficace, ai successori per guar-darsi da quelTempia ingratitudine, che fa tanto più ver-gognare i discendenti, quanto meno sentirono la vergognagli antenati.

Pur troppo non mi vien da temere crudeltà di viventicontra Colombo e Galilei, i quali non abbiamo, potrem-mo aver noi, generazione prosontuosa di desideri, paraliticadi volontà. Ben potrebbe qualche Galileo forse o Colombonascere tra i nostri nipoti. E credete voi che troverebbeaffatto spenta la rea e sempre vivace semenza degli avver-sari dogni bene e dogni buono? Credete voi che il por-tatore di luce sarebbe almeno difeso prontamente controgli amorosi delle tenebre, per le quali tanto ingrassanoquanto ingannano, e tanto ardiscono quanto non temono?Giova pertanto che gli amici del vero e del buono sienofatti vergognare di lasciarlo incatenare e torturare, abban-donato alla compassione e riverenza de posteri.

P. Giordani.

(t) È questo un brano di discorso recitato per la solenne dedicazionednn busto del Colombo.