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T'amo, o pio bove; e trtiie un seniimenioDì vigore ( l ) e di pace a'I cor m’infondi,
O che solenne come itti monumentoTu guardi i campi liberi e fecondi, ( 2 )
O che al giogo inchinandoti, contentoL’agil opra de l’uom grave secondi ;
Ei t'esorta e ti punge, e tu co'l lentoGiro de’ pazienti occhi rispondi.
Da la larga narice umida e neraFuma il tuo spirto, e come un buio lietoIl mugghio ne’l sereno aér sì perde ;
E del grave occhio glauco ( 3 ) entro l'austeraDolcezza, si rispecchia ampio e quietoIl divino de T pian silenzio verde.
Giosuè Carducci (1836-1907) — Uno dei più grandi poeti e prosatori italiani.Ha le famose Odi barbare, e parecchi altri volumi di poesie, tra cui Giambi edEpodi, Rime nuove, Rime e Ritmi. Tra le sue prose si ricordano i Discorsi let-terari e storici, Confessioni e battaglie e gli Studi letterari.
(* *) forza, gagliardia.
(*) fertile (contrario di infecondo, sterile).
( 3 ) di colore tra il bianco e il verde; glauche sono le acque del mare.