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NOTE DEL TRADUTTORE

zioni degli Ispettori notano che si progrediscein tutte le scuole, che la geografia è insegnatacon cura dai maestri, e che questo studio torsepiace più d'ogni altro agli alunni.

Questi risultati derivano dalla telice applica-zione del nuovo programma e dai metodi piùrazionali con cui viene insegnata la materia.

Come giustamente osserva il Compayré, adunarida e secca nomenclatura di nomi propri,alla ripetizione di un vocabolario incomprensi-bile, la moderna pedagogia ha surrogato unostudio vivo e pieno di attrattive che si rivolgeai sensi, ed all intelletto, che rappresenta alfanciullo con istruzioni vivaci e chiare langolodi terra dov è nato, il paese pel quale devealluopo saper morire, infine la Terra tutta sucui può far spaziare la sua immaginazione inmancanza di viaggi reali. E mentre cambiavalo spirito generale dellinsegnamento della geo-grafia, un'abile industria inventava ed introdu-ceva nella scuola nuovi strumenti di lavoroglobi, carte in rilievo, carte murali, carte dognispecie, in una parola tutto un apparato che fa-cilita lopera del maestro e rallegra il lavorodellalunno. Gli è che la geografia va semprepiù diventando una scienza di cose, e non disole parole com'era prima, un ricco tesoro dicognizioni positive, che mostrano al fanciullo,non solamente gli accidenti naturali ed i feno-meni fisici del suo paese, ma altresì le ricchezzeindustriali, i fenomeni economici, ecc.

5. Il metodo naturale

nellinsegnamento della geografia.

Punto di partenza.

Linsegnamento della geografia ha preso unmigliore indirizzo nelle scuole elementari, per-chè i maestri hanno subito riconosciuta la bontàdel principio dal vicino al lontano nelquale è tracciata la via che bisogna battere.

Generalmente si trascurava di richiamarelattenzione degli alunni sui luoghi che li cir-condano, si trascurava di esercitarli a schizzarei luoghi che man mano studiavano. Eppure sonoprincipalmente queste due cose che rendononaturale ed efficace l'insegnamento della geo-grafia. Chi non conosce bene i luoghi che lo cir-condano, non può rappresentarsi bene i luoghiche non ha mai visti, e chi non sa tracciarealla meglio la figura di un luogo, non ha unideaesatta di esso.

Linsegnamento della geografia dato dap-prima con delle osservazioni sui luoghi ove siabita, offre dei grandi vantaggi. In una pas-seggiata quanto sarà facile far comprendereagli alunni ciò che sintende per collina, mon-tagna, vallata, burrone, sorgente, ruscello, fiume,sponda destra e sponda sinistra, bacino, affiueute.confluente, foce, ecc. Dirigendosi verso uno sta-gno vi si troveranno in pari tempo, per ana-logia e in miniatura, un lago, un mare, deicapi, dei golfi, e, forse, anche delle isole....

La prima intuizione geografica si deve dun-que far acquistare agli alunni con losservazionedel suolo natio, poi lintuizione devessere conti-nuata per mezzo delle carte geografiche.

« Per Emilio, scriveva Rousseau , i due primipunti di geografia saranno la città dove abitae la villa di suo padre; indi i luoghi intermedi,poi i fiumi vicini... Di tutto questo deve farela carta da».

Il Pestalozzi, come il Rousseau , continua ilcitato Compayré, voleva che linsegnamentodella geografia si rannodasse alle prime sensa-zioni dellinfanzia. A Berthoud egli taceva no-tare ai suoi alunni, non sulla carta, ma sulterreno la parte ristrettissima del paese cheabitavano. Così dava loro unidea delle colline,delle montagne, dei fiumi, dei diversi fatti geo-grafici. Poi, quando il fanciullo per una intui-zione diretta, o almeno, per analogia, per indu-zione dal piccolo al grande, dalla pozza dacquaal mare, dal rigagnolo al fiume, aveva acqui-stata la cognizione dei termini della geografiafisica, il Pestalozzi lo iniziava alla geografiapolitica coi mezzi analoghi. Movendo dalla casascolastica o dalla casa paterna, rivolgeva l'at-tenzione dei fanciulli sul villaggio, sulla chiesa,sulla città, sui magistrati ivi residenti. Infine,passando alla geografia matematica, sottoponevaai sensi dell' alunno i fenomeni astronomici,facevagli osservare la levata ed il tramonto delsole, lOrsa maggioree la stella polare; e cosìlesercitava ad orientarsi, e a determinare laposizione dun luogo in relazione con un altro.

Il punto di partenza dellinsegnamento geo-grafico è certamente lo stadio della geografialocale. Fra lantico metodo che studiava primail globo, cominciando da dove si deve finire,come diceva il Padre Girard, ed il nuovo mejtodo che parte dal villaggio o dalla città dovesi trova la scuola, per estendersi a poco a pocoalla Terra tutta, la nostra scelta non può esseredubbia. Allora, diceva il P. Girard nella prefa-