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lussureggianti di meridionale vegetazione, epopolate di splendide ville e di rustici casolari,e mette a Locamo.
Bellissima mostra a chi scende d’oltr’alpe, oviene in su dal lago a visitarla, fa di sè questacittadina, che per la sua postura e dolcezza diclima potrebbesi meritamente chiamare la Nizza d’Elvezia. E veramente quale impressione gio-conda non prova chi, entrato appena in questobacino, volgesi a guardare l’aprica rada, il gran-dioso porto, il nuovo quai , viale a platani ed afiori, e le fitte abitazioni che sorrette da porticidifilano lungo la vasta piazza e distendendosiin ordine anfiteatrico a piè di facili colline dovepompeggiano vigne, ulivi, pometi ed ogni vege-tazione più eletta? E che nuova meraviglia ebellezza per chi muove l’occhio a discernere letante palazzine e ville che vanno su ad animarela sovrastante montagna, oppure lo rigira dailati sui frequenti villaggi che s’annidano tra ilverde fogliame e lunghesso il lido si raccostanoa formarvi una sola grande città? Certo la posi-zione è favorevole e promettente qui, dove lanatura ha congiunto le romantiche alpestri bel-lezze della Svizzera col dolce clima, il purocielo e il rifiorente suolo d’Italia ; qui dove apprestati sono tanti facili mezzi di trasporto, vuoicon barche o piroscafi alle gite sul lago; vuoi
per ferrovia a più lontani paesi; o vuoi conservizio di diligenze per entro alle vicine Vallidi Verzasca, di Vallemaggia, Onsernone e Cen-tovalli, interessantissime tutte per l’artista, perlo scienziato, per lo studioso della bella natura.
In alto, su pel fianco dello scheggioso dirupoa’ cui piedi, a due lati, si precipita il torrenteRamogna, appaiono l’una in seguito all’altra,più cappellette, e sulla vetta stanno un conventodi Religiosi ed un magnifico Santuario moltodivotamente venerato, e arricchito d’oro, distucchi e di pitture. Tra queste notasi una Fugain Egitto del Bramante, ed un insigne capo-lavoro di moderna scuola, il Trasporto di Cristoal Sepolcro di Antonio Ciseri . Ma il sentimentodella religiosa devozione e il bello dell’ arte,vengono colassù accresciuti e quasi direi sopraf-fatti dalla magia del panorama stupendo checolpisce la vista e affascina l’animo del visita-tore. Salendo più alto, un 15 minuti, sino alMonte della Trinità, dov è un’allegra plejadedi graziose palazzine, popolate dai Locarnesi nell'estate, e più in alto ancora sino alla cap-pella di S. Bernardo si apre dinanzi allo sguardoun’infinita maestà e delizia di nuovi paesi, dinuovi monti e di nuove acque, sotto più lon-tani e sereni archi di cielo.