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Storia della Svizzera : per le scuole secondarie / Patrizio Tosetti : testo adottato dal Lod. Dipartimento della pubblica educazione del cantone Ticino
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ne di tipo elegante e snello, che ricordanoquelle trovate nella Valle del Po ; ma la mag-gior parte di tipo grosso e tozzo, caratteristicodelle vallate alpestri, che si è sparso, attraversoi valichi alpini, fino nel Tirolo e nella Germa-nia meridionale e che più tardi, con l’arrivodegli Elvezi, penetrò anche nell’Altipiano sviz-zero . Anche le placche di cintura, così fre-quenti nelle nostre tombe, sono molto diverseda quelle che si raccolgono’ più a sud : quelledelle necropoli ticinesi sono grandi e larghe,mentre quelle della valle del Po' sono strette eallungate. Nelle tombe non si trovano maiarmi.

Tutto.dimostra che nel Ticino fioriva un’in-dustria locale e che la popolazione era pacificae ricca, dedita all’agricoltura e al commerciodi transito l ).

la LETTURA.

Scoperta delle stazioni lacustri. — Nell’invernodel 1853-54 le acque del lago di Zurigo si abbas-sarono straordinariamente, e sulla riva destra,di fronte a Meilen , dove diversi operai lavora-vano a cavar rena, si fece la scoperta di pali con-fitti nel fondo del lago. Nel limo intorno ai palitrovarono pezzi di carbone, oggetti di pietra, diosso e di bronzo, un frammento di cranio uma-no, ecc. 11 maestro del villaggio, Giovanni Aep-pli, riconobbe che quelli erano gli avanzi di an-tiche abitazioni, e mandò subito una relazionealla Società archeologica di Zurigo . Per incaricodi questa Società, il dottor Ferdinando Keller ealtri studiosi proseguirono le ricerche nel lagodi Zurigo, e d’allora s’aprì un vasto campo distudi.

Altre ricerche si intrapresero altrove, coronateesse pure da scoperte fortunate in quasi tutti ilaghi della Svizzera, ed anche in Francia , inItalia, in Austria e nella Baviera .

Questi villaggi lacustri davano asilo a uominie ad animali. Gli uomini erano allora non più i

1) Vedi 11 Cantone Ticino nelle epoche preistoriche , conferenzatenuta dal l)r. I). Viollier, Vice-Direttore del Museo Nazionale inZurigo , nel 11)27, in occasione dell’Assemblea della Società StoricaTicinese, e pubblicata, in una bella traduzione italiana , dal Prof.A. V. Taratori, Segretario del Dipartimento della Pubblica Edu-cazione.

poveri cacciatori di renne che altre armi nonavevano fuor di rozze selci tagliate od ossa ap-puntite di animali, ma esseri intelligenti e attivi,pescatori, cacciatori, agricoltori, industriali. Ta-gliano, levigano con maestrìa le pietre più dureper formarne svariatissimi istrumenti ; sono va-sai abilissimi, che presto diventeranno fonditoridi metalli.

L’età delle palafitte ebbe lunghissima durata:ci volle del tempo per tagliare e piantare i millee mille pali de’ mille villaggi, di cui si scopronogli avanzi sulle rive dei nostri laghi ; occorserosecoli per fabbricare le asce e foggiare i vasi cheadornano i nostri musei.

2 a LETTURA.

Scoperta della tomba di Auvernier . --- Nel 1876.i cavando le fondamenta d’una casa ad Auver-nier , si trovarono grandi lastre di pietra che ri-i coprivano numerosi ossami. Erano tombe an-1 tiche.

Ciascuna tomba era formata da due ordini so-vrapposti di tre lastre disposte parallellamente ;lo spazio che li separava era diviso in tre celleJ per mezzo di due lastre trasversali, e un’altra! cella v’era a ciascuna delle due estremità, di; modo che una tomba risultava formata da cin-que celle. Gli ossami si trovavano quasi tuttinella cella centrale, i crani erano appoggiaticontro le pareti. Le tombe conservavano ancheoggetti d’ornamento e utensili ; numerosi soprat-tutto i pendenti. E v’ erano inoltre denti di lupo,d’ orso e di cinghiale perforati, buccole di pietra,spille, anelli, braccialetti, bottoni e coltelli di| bronzo, e infine una selce, che doveva senza dub-bio servire a produrre il fuoco.

Poco lungi da questa tomba, se ne trovava una] da fanciullo. Lo scheletro posava sulla terra, eintorno v’erano due paia di braccialetti di bron-zo, un bottone pure di bronzo e una perla diambra.

Malgrado la densità della popolazione relati-vamente grande durante l’età del bronzo, icrani e gli ossami umani provenienti dalle tom-be di quel periodo sono poco numerosi, in con-seguenza del rito dell’incenerimento, che si è so-stituito in modo quasi generale, durante l’età delbronzo, a quello della inumazione.