12
ABE
privano di nutrimento e di luce, di modo che se abban-donati restano a se medesimi, scarso è di essi il numero,che arrivi ad una tarda vecchiezza. Essi non godono ilvantaggio, dato a molli altri alberi, di sostenersi lunga-mente nello stato intermedio fra la vita e la morte, e dipotere per conseguenza riprendere vigore, quando cessa-no d’agire le cause del loro indebolimento: raro accade,che uno di questi alberi non perisca interamente, quan-do offesa resti una sola delle sue parti, e, come si è in-dicato, esso non rimette giammai dalla radice. Queste cir-costanze additano il metodo di coltura, conveniente alleforeste d’ abeti : metodo che diede nondimeno luogo amolte discussioni fra gli agronomi forestieri, perchè moltifra essi più elle la natura i risultati osservarono della lo-ro immaginazione. E perciò chi vuole da tali foreste ri-cavare una rendita, non dovrà già tutti in una volta ab-battere gli abeti, ma ne taglierà successivamente quelli,che acquistata avranno 1’ opportuna grossezza od altezza.Vero è, che in tal guisa si guastano molti giovani steli,sia con la caduta di quelli che si tagliano, sia per la ne-cessità di far delle strade per il loro trasporto ; ma in talguisa però appunto sì conservano anche degli steli, cheportano il seme, e si conservano 1’ umidità e 1’ ombra ne-cessarie al crescili)ento dei piantoni nei loro primi anni.Oltreché la perdita sarebbe bene più considerabile, peresempio in cinquant’ anni, se si tagliasse la foresta tuttaod un tratto, perchè vi si troverebbe un numero infinito<li tronchi buoni soltanto da bruciare, ed anche poco buo-ni per tal uso, stante la qualità del legname; tanto piùche nei luoghi, ove gli abeti crescono naturalmente, i ra-mi di quelli che si abbattono, di quelli clic sono spezzatio sbarbicali dai venti, e che periscono per. vetustà ec.bastano al consumo degli abitanti poco numerosi ed eco-nomi. Taluno mi dirà forse, che la tale o tal’ altra fore-sta fu tagliata a bianco in una delle sue parti, e nondi-meno ha rimesso. Sì, risponderò io, ma ciò accadde, perchèquella parte era difesa dai venti impetuosi, dai venti di-seccanti col riparo deile altre parti, perchè le altre partìvi sparsero sopra le loro semenze, o perchè il taglio ebbeluogo in un’ annata, ove grande era 1’ abbondanza delle se-menze, o perchè la situazione della foresta non era tantoelevata, che impedisse il nascere agli arbusti od alle piantegrandi, propriamente necessarie a proteggere i piantoni nella