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soltanto nelle loro fessure : esso è molto opportuno adessere adoperato in s’epi per Ja sua proprietà naturaled’ attortigliarsi tenacemente con i suoi rami, e di conser-vare le sue foglie durante anche una gran parte dell’in-verno. Iti un terreno migliore sorge alle volte a trenta oquaranta piedi d’ altezza, ma molto lentamente : il suolegno è durissimo, ed è una pianta che produce un bell’ef-fetto nei giardini paesisti, sia collocata al terzo rango deimacchioni fronzuti, sia piantata isolatamente in qualchedistanza da essi, od in mezzo alla verzura, sia tenuta incespuglj, o messa in palizzate : essa deve questo vantaggioalla sua testa globosa e foltissima, alle sue foglie persi-stenti d’ un verde oscuro lucente, che formano contrastocon tutti gli altri alberi. Viene riprodotta con la semina,che si sparge sulla terra innanzi all’ inverno, o con imargotti che prendono radice nel corso dell’anno: si am-mette anche la sua propagazione per barbatelle, quandosi sappiano convenientemente collocarle e coltivarle.
Non bisogna mai stancarsi di dire ai coltivatori mon-tanari -. piantate 1’ acero di Montpellier nelle parti più ari-de delle vostre possessioni, nei luoghi ove i sassi nonpermettono altre coltivazioni; servitevene per formaredelle siepi, o per chiuderne le aperture delle siepi giàfatte, ed assicuratevi che lavorate utilmente per i vostrilìglj, e per il vantaggio generale della società.
L’ Acero di Creta è più piccolo del precedente, e vie-ne contemplato conte una delle sue varietà, ma certo èche forma una specie. Le sue foglie sono tenaci, a trelobi, a lobi intieri, di cui i laterali sono i più corti: èoriginario di Creta , e già da lungo tempo si coltiva neinostri giardini, ove si riproduce per seminagione o perinnesto, e deve essere collocato e coltivato dome il pre-cedente.
L’ Acero opaeo, ossia Acero a foglie rotonde, crescein Italia ed in Ispagna, è riguardato aneli’esso come unavarietà di quello di Montpellier da ajcuni botanici ; iolio motivo di credere però, che questo sia un errore, im-perciocché le sue foglie tenaci sempre a cinque lobi ot-tusi, ed ottusamente dentati , glauche e pelose al disotto, i suoi frutti più piccoli e nondimeno a ale più lar-ghe e più divergenti, lo distinguono bastantemente. Ri-chard lo trasportò seco dall’ isola di Mabon, e da quel-li’ epoca si continua a coltivarlo nei nostri giardini ; nei