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Tomo I.
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A C E Cg

contorni di Roma serve per formare dei viali, e tollerasenza pregiudicarsi gl’ inverni del clima di Parigi . Si ri-produce per via di semina, di margotti ed anche d’ in-nesti sul sicomoro, ed anzi quest’ ultimo modo riesce co-,stantemente, dando però delle piante, che durano per po-chi anni. A questa pianta conviene in gran parte ciò, chesi è detto delle due ultime specie.

L’ Acero Ibride ha le foglie semicoriacee, a tre lobimolto ed inegualmente dentate. Si coltiva nei giardini evivaj dei contorni di Parigi , ma non si conosce il paesedella sua origine : esso tiene il mezzo fra l’acero di Mont-pellier e quello di Tartaria : viene riprodotto per innestosul sicomoro, innesto, che riesce sempre benissimo.

L’Acero di Tartaria ha le foglie funiformi, inegual-mente dentate, leggiermente lobate: i fiori rossiccj, ed ifrutti ruvidi e convergenti. Esso è originario di Tartaria,e si coltiva nei nostri giardini per ornamento, quantun-que non sia il più bello del suo genere. Sorge all’ altez-za di quindici a venti piedi, e resta sempre debole, perquanto a me consta almeno, non avendone mai vedutoalcuno più grosso d’ un braccio. Si riproduce dai semieh’ egli dà in grande abbondanza nella sua età di quat-tro in cinque anni, o dai getti che spuntano qualche vol-ta dal piede o dai rami ridotti a margotti, che prendonoradice nell’ anno stesso, quando sono piantati in inverno.Non teme punto il freddo del verno nel clima di Pari-gi : si dice, che ama il terreno timido, ciò eh’ io non eb-bi occasione di osservare. Il suo «posto è al terzo ran-go dei macchioni fronzuti nei giardini paesisti: non fio-risce che in maggio e giugno, quando le sue foglie cioèsono già sviluppale.

L’ Acero screziato, Acer pensylvanicum, Lin., ha il fu-sto dritto, d’ un verde glauco rigato di bianco, le foglielarghe, rotonde, a tre lobi inegualmente dentati a sega;i fiori verdastri a grappoli pendenti ; i frutti lise] e pocodi vergenti. Esso è loriginario dell’America settentrionale:viene coltivato nei nostri giardini, da esso abbelliti sin-golarmente con la vaghezza delle sue fiondi e del suofusto : non teme il freddo dei nostri inverni : il suo po-sto e al secondo o terzo rango dei macchioni fronzuti :anche isolato produce un bell’ effetto, egualmente che neiviali o nei contorni di qualche spazio circolare. La suamaggiore altezza è nondimeno dai venti ai trenta piedi.

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