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A C E
Si riproduce dai semi die porge in grand’ abbondanzjnei nostri giardini, quantunque i suoi semi vadano per lopiù soggetti ad abortire ; nondimeno siccome il germo-glio, che ne proviene, cresce assai lento nei primi annidella sua vita, mostrandosi indocile secondo l’espressionedei coltivatori di vivaj, si preferisce comunemente il suoinnesto a occhio sull’acero sicomoro, operazione che si fain primavera od in autunno a piano terra, e di cui il ri-sultato dà fin dal primo anno dei getti di due o tre pie-di d’altezza d’un colore rosa piacevolissimo: riesce neiterreni secchi e caldi.
L’ Àcero di Montagna, Acer spicatum, Lamarct, è unalbero di seconda grandezza, di cui le foglie sono gran-di, pubescenti e glauche al di sotto con tre o cinque lo-bi acuti e dentati, i suoi fiori gialliccj, disposti a spigherilevate, ed i suoi frutti semi - divergenti : cresce nellemontagne dell’America settentrionale , si avvicina dimoi-lo al precedente per la forma e grandezza delle sue fo-glie, e si pianta com’esso nei giardini di piacere. Si pro-paga specialmente per via d’innesto a occhio, che crescesempre benissimo.
L’Acero srungoso, ossia Acero di Virginia. Acer erìo-carpum, Mieli. Albero di seconda grandezza, il di cuitronco è biancastro liscio, i rami ruvidi e rossi, le fogliea cinque lobi acuti e dentati, glauche per di sotto, i fiorirossi disposti in ombelle sessili e laterali, i frutti larghi,poco divergenti, e leggermente vellutati. Cresce natural-mente nell’ America settentrionale, c gli abitanti del Ca-nada ne ricavano dello zucchero. Esso è dioico : vienecoltivato nei giardini intorno a Parigi , ove somministramolto seme, che quantunque facile ad abortire, fa spe-rare per l’avvenire una moltiplicazione abbondante. Po-chi alberi sono piu vaghi, e possono diventare più utilidi questo: l’elegante sua castigata diramazione, il bel co-lore glauco delle sue foglie, cd il vivo rosso dei suoi ra-mi e dei suoi fiori in primavera, e delle sue foglie inautunno, gli faranno sempre tenere un grado distinto neigiardini paesisti, tanto se si lascia crescere in albero, quan-to se viene tenuto mozzo, e può formare sempre dei su-perbi viali. Il suo legno più duro che quello dell’ acerosicomoro, può essere adoperato agli stessi usi ; gl’ Ingle-si ne ritirano ogni anno una quantità grande di tronchiper 1’ uso dei loro tornitori e fabbricatori di stromcnti