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Tomo I.
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A C E 0i

musicali: in America se ne fa un grand’uso per mobili estromenti aratorj.

Le semenze di quest’ acero si maturano a meta dellastate, possono essere seminate sul momento, per darenell’ anno stesso dei piantoni di otto e dieci pollici d’ al-tezza, se la terra della seminagione è stata bene prepa-rata, e se in tempo del gran caldo sono stati sufficiente-mente innaffiati. Questo vantaggio diviso da esso con pò-chi altri alberi, aumenta di mollo agli occhi del coltiva-tore, che guadagna còsi un anno di tempo, l’interesse, chegli offre di già sotto varj altri rapporti. Nel seguente in-verno si può ripiantare questo piantone, od aspettare ilsecond’anno, e gli si dà uno spazio da 18 a pollici:germoglia con una rapidità sufficiente per poter esseremesso al suo posto nel suo quarto o quinto anno: pareche i tei*eni leggieri e caldi meglio gli convengano, chegli argillosi ed umidi.

L’ Acero rosso, F acero di Carlo TVayer, rassomigliamoltissimo al precedente ; i suoi rami però sono menorossi, le sue foglie più allungate, più dentate, e velluta-te al di sotto : i suoi frutti più piccoli, meno divergentie molto vellutati nella loro giovinezza. Esso è dioico co-me l’altro, e come l’altro è originario dall’America set-tentrionale, ma resta di lui più basso. Yiene coltivato inmolti giardini nei contorni di Parigi , ove ogn’ anno dàdei frutti, che pervengono a maturità prima che quellidel precedente, e che si seminano nello stesso modo. An-che le cure che domanda il piantone di questo sono e-guali in lutto a quelle dell’ altro, e gli alberi suoi giàadulti collocati vengono agli stessi posti nei giardini pae-sisti.

L’ Acero di Carolina ha i rami rossi, le foglie a trelobi corti ed ottusamente dentati, i fiori rossi e dispostiin mazzetti sessili e laterali, i frutti piccoli, ruvidi e po-co divergenti. Questa pianta si trova alla Carolina nellepaludi, ove io ne vidi in quantità grande : fiorisce al prin-cipio di primavera, e sta in relazione coll’ acero spungo-so nell’istessa guisa come F acero platano coll’acero sico-moro. Quest’ albero è molto bello, ma io non ne vedonei giardini dei contorni di Parigi , mal grado la gran quan-tità di semi da me dispensati, probabilmente per averconfuso i suoi piantoni con quelli del sicomoro. Mi-chaux lo chiama barba , perchè i suoi fiorì maschi sono