64 A C £
L’ acero a foglie di frassino si riproduce per via disemina e per via di barbatelle : tanto i semi, che i ra-cemi devono essere dati alla terra in autunno, se si vuo-le assicurarsi della loro riuscita. I primi spuntano finodal primo anno, quando riposti sono in un terreno benpreparato, e bene innaffiati all’ occorrenza, e quando igermoglj sono alti da due a tre piedi, e possono essereripiantati nell’ inverno seguente a quindici o venti pollicidi distanza, per cui nel terzo anno si sono resi forti ab-bastanza ond’ essere collocali al posto loro. Io ne vidi fre-quentemente dare dei getti di sei piedi in un anno: essorichiede una terra leggiera e fresca, e riesce bene all’ om-bra degli altri alberi, ciò che in certi casi diventa unabuona qualità. Anche le barbatelle gettano con pari vi-gore, ma non danno degli alberi tanto belli, e perciò nonè da servirsi di questo spedicnte, che nella circostanza dimancare di semi.
Bisogna formare dei voti affinchè la parzialità eh’ orasi manifesta per questa pianta non venga ad indebolirsi,e pervenga anzi a moltiplicarsi in Francia sempre in mag-giore abbondanza.
Oltre a questi aceri ve ne sono anche degli altri co-nosciuti dai botanici, quasi tutti provenienti dal Giapo-ne, e descritti da Thunberg. Io ne trovai uno alla Caro-lina distinto da tutti gli altri per i suoi frutti larghi co-me quelli del sicomoro, e coperti di pelo bianco, ma nonconosco le sue foglie eh’ esso getta molto tardi. Micheauxil figlio ne trasportò un altro dallo stesso paese, che nontarderà molto a diventare connine nei nostri viva]. Quan-to all’ acero sempre verde di Linneo , sembra che questosia soltanto una varietà di quello di Montpellier . Tour-nefort ne cita uno di Levante, che secondo Fougerouxdi Boudaroy, autore di una memoria sugli aceri, inseritanelle memorie dell'antica società d’ agricoltura di Parigi nell’anno 1787, viene riconosciuta conte una specie to-talmente distinta.
Quantunque io abbia dimoralo nel paese, ove si estraedello zucchero dagli aceri, non ho assistito giammai atale operazione, e per conseguenza io devo limitarmiall’ asserzione altrui -, siccome però ne ho più volte man-giato tanto raffinato che brutto, c ne ho ricevuto dellenote da coloro che lo hanno raccolto e fabbricato, con-fermare posso perciò quanto fu scritto su tale argomento.