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Tomo I.
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di questa peste delle messi, Vedi le parole Calce, e Ca-

UIA. ( lì. )

ACQUAVITE. Si chiama acquavite un liquore estrattocol mezzo della distillazione da tutte le sostanze, che han-no sentito la fermentazione vinosa.

Si dà a questo liquore il nome d’ acquavite dì vino , digrano, di sidro, di pere, secondo che ricavato viene dal\ ino, dalla birra, dal sidro, dalle pere ; e quello di Kir-scheiuvasser, e di taffiìi, quando è prodotto dalla distilla-zione del sugo fermentato delle ciliege, o della melassa.

Benché le acquevite si distinguano in commercio sottodenominazioni diverse, variando esse secondo la varia lo-ro qualità, tutte nondimeno si riavvicinano mediante quel-le proprietà, che sono a tutte comuni.

L’acquavite, qualunque sia la sua origine, Ita un odo-re forte senza essere ingrato, èd un sapore piccante ; quan-do è pura, è bianca come l’ acqua, s’inftamma facilmen-te al contatto di un corpo acceso, od all’ applicazione d’ uncalore anche moderato, e discioglie le resine, lo zucche-ro, la canfora, gli olj volatili, ec.

L’ acquavite, aqua vitae, fu così nominala, relativamen-te alle proprietà, che attribuite vennero ai suoi principj,fu anche contrassegnata sotto il nome d' aqua ardens , perla sua facilità d’infiammarsi: i chimici moderni la chia-marono alcool, comprendendo sotto la slessa denomina-zione lo spirito di vino, quantunque queste due sostanzemeritano delle denominazioni distinte, perchè in commer-cio sono due prodotti differenti, ed anzi gli antichi chia-mavano alcool soltanto lo spirito di vino il più raffinato.

Da che 1’ acquavite è diventata una bevanda quasi ge-nerale, tutti procurarono d’ estrarre un liquore analogoda varie sostanze, differenti da quelle, di cui abbiamoparlato.

I Tartari della Crimea , e le popolazioni nomadi, cheaccampano nei vasti deserti fra la Siberia , la L aponi a ela China, stemperano la farina dell’ avena o del riso nellatte di cavalla, fanno poi distillare questo miscuglio giàfermentato in un vaso di terra, turato da un coperchio,e forato da un buco laterale, a cui adattano un tubo dilegno, per condurre il prodotto della distillazione in unaltro vaso di terra, che serve di recipiente : i Calmuc-chi, gli Usbccchi, ed i Nogay fabbricano questa specieti acquavite, e la chiamano arali-, viene poi distillata una