I Oli
all’ accademia della Rochelle. Queste si formano nella sab-bia mobile sotto le dune, che le tengono ricovrate daiventi. Alla Trancile queste coltivazioni sono verso occi-dente, ed a Saint-Trojean verso settentrione, e pare die1’ ardore del sole verso mezzogiorno potesse pregiudicar-le. In settembre si comincia ivi a sarchiare le piante conuna specie di mazza, dopo però di avervi strappato leerbe, che si erano lasciate crescere dopo 1’ antecedenteraccolta, perchè la coltura dell’ aglio non ha verun’ altravicenda che questa, c quell’ erbe poi diseccale servono aibisogni della combustibilità. Nei mesi d’ottobre e novem-bre dei battelli recano colà quell’ alga, ( vedi la parolaAlga ) che il mare staccò dagli scoglj, e quest’ alga èformata da varie qualità di Varek mescolate con avanzidi litofite, il di cui salso è destinato, per quanto pare, aconservare l’umidità, che senza questo sussidio perdereb-be la sabbia delle dune. Verso Natale si ara la terra insolchi, che viene poco dopo appianata, per piantarvi 1’ a-glio al principio di gennajo, senza aver riguardo alle fasidella luna. L’ultimo lavoro di tale coltivazione consistenel rilevare il terreno intorno ai quadri per guarentirvile piante dagli animali, e dall’ impelo dei venti.
Si ha la diligenza di piantare gli spicchj più belli, enon avendone di buoni, rivolgersi ai vicini per acqui-starli. Questi spicchj si piantano in buchi aperti con uncono alla profondità di cinque o sei centimetri, ed alladistanza di dieci o undici almeno 1’ uno dall’ altro, e diquindici o sedici un rango dall’altro; si turano poi que-sti buchi leggermente con la mano.
Tutta la superficie del terreno si copre allora coll’ al-ga, mescolata col letame, od anche con le graspe dell’u-va, alla grossezza di tre o quattro centimetri. Quando lepiante sono già discretamente spuntate dal terreno, si ri-tira la maggior parte di questo strato, lasciandovi però illetame, come proficuo all’ulteriore vegetazione. Tutte que-ste materie, che servono a coprire temporariamen te il ter-reno, vengono gettate nei fossi, perchè vi si consumino,e diventino un buon ingrasso per 1’ anno seguente.
Il lavoro di tale coltivazione si pratica sarchiando col-la mano, e ricalzando colla vanga. In alcuni paesi tra lefile delle piante si semina la fava, per trarne un secon-do raccolto.
A SairU-TroJean l’aglio è piantato sugli orli dei quadri