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Tomo I.
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sfesso ho creduto d’accorgermi una o due volte in Ispa-gna, clic il burro datomi da mangiare sentisse 1 odore delporro selvatico, clic colà cresce abbondantemente. Linneo riferisce, che I’ aglio con foglie peduncolate rende egual-mente infetto il latte in Isvezia, e quantunque a me pa-resse, che le vacche non mangiassero in Francia di que-sta pianta, non è da dubitare dopo un’ autorità, tanto im-ponente, eh’ esse se ne servano, tanto più, che questoanimale rifiuta talvolta una 1 pianta isolata, e la mangiapoi, quando la trova unita alle altre.

In molte campagne le foglie cd il frutto del papaverosalvatico servono d’aglio ai contadini. ( B. )

Aglio di lupo; aglio di cane. Questo è il nome dato aMirecourt ad una pianta, che cresce Ira i cereali, e chea Tessier sembrò essere il Ilyacintlius contosus di Linneo ,altrove detta impropriamente anche porro bastardo , edalla Rocella cipolla salvalica, ed erba di serpente.

Quesio seme mescolato col grano nella proporzione d’un54 -° dà un’ ingrata amarezza al pane, al quale si fa peròsentire soltanto qualche tempo dopo di averlo mangiato ;in proporzione d’un 18. 0 questo cattivo sapore si fa sen-tire masticando il pane ; in proporzione d’ un 9. 0 se nosente il gusto sulle labbia. Meno colorante della caria inproporzione di 56 contro uno, 1’ amarezza stessa di quel-la farina lo fa scoprire. La sua piccante acrimonia si èmanifestata eccitando dei forti starnuti a coloro che nestiacciavano il grano per questi diversi esperimenti.

Gli animali ne mangiano mal volentieri il miscuglio adun 18. 0 ; e fa pena il vedere la cupidità d’alcuni colti-vatori costringere gli opera) a nutrirsene.

Le sue foglie non sono punto disgustose alle bestie cor-nute, che le mangiano senza ripugnanza; ma grande si èla probabilità, che il latte ne acquisti il disgusto. ( Ducu.)

AGNELLO . Vedi Montone.

AGNOCASTO. J^itex. Genere di piante della didina-tmia angiospermia, e della famiglia delle pircnacee, ebecontiene una mezza dozzina di specie d’arboscelli, di cuidue si coltivano nei giardini per la loro avvenenza.

L’ Agnocasto comune, più noto sotto il nome H alberoda pepe, sorge a dieci o dodici piedi d’ altezza, e quasisempre in cespuglio, con rami opposti, tetragoni, grigia-stri; con foglie opposte, digitate, composte cioè da cin-que o sette foglioline lanceolate, strette, acute, ineguali,.