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ordinario, gettano poche radici, le quali non oltrepassano,spesso la larghezza d’ una fossa d’ un piede. Sarà questodifetto dell’albero? No, sarà difetto del piantatore. Primache 1’ albero cominci a gettare degli steli e delle radici,conviene, che si rimetta dalle tante piaghe, onde carica-ta fu la sua testa ed il suo piede; conviene, che questepiaghe si cicatrizzino, che vi si formino dei nuovi cer-cini, dai quali nasceranno le radici; laddove 1’ alberopiantato, come si è detto, non ha altra fatica, che quelladi rendere le radici aderenti, e per così dire incollale allaterra, d’ estraine in somma 1’ umidità sugosa. Si confronti-no in fine due alberi piantali vicini, 1’ uno secondo il me-todo ordinario, e 1’ altro con le radici e barbe intatte, edalla dedotta esperienza si prenda norma nell’ operazione.;
Alcuni autori consigliarono, ed il loro metodo vieneosservato in varj distretti delle Cevenne, di non aprirele fosse che alla sola profondità d’ un piede e mezzo so-pra la larghezza d’ una tesa, ina d’ aprirne poi una nuovatutto intorno alla prima, alla profondità della prima, edalla larghezza dai dodici ai diciotto pollici. Certo è, chenon un lavoro simile si perviene a facilitare 1’ estensionedelle radici, e continuandolo fintanto, che 1’ ultima fossa,tocchi 1’ ultima dell’ albero vicino, tutta la parte inferio-re del campo ripiena si trova di radici, e gli alberi van-no a prosperare egregiamente. Credere però non bisogna,che tutte le radici stiano alla profondità d’ un piede emezzo, quale si è quella della fossa, e quando auche vistessero, vi saranno anche sempre moltissime radici late-rali superiori, le quali si aumenteranno anche in numero,tosto che le prime radici incontreranno quelle dell’ albe-ro vicino. Bisogna far vivere le radici, bisogna provve-dere alla sussistenza dei rami, ec. ; le radici quindi si por-teranno dal lato, ove troveranno più nutrimento. Questometodo è assai dispendioso, e buonp mollo, ma soltantoquando la piantagione è stata fatta a poca profondità, equando gli alberi hanno le radici accorciate. Io mi risen-tirò sempre d’ altronde, quando vedrò gn buon campoda formento sacrificato alla coltivazione del gelso, ed ac-consentirò soltanto, che si guarniscano gli orli, che sibordeggino le vie pubbliche con quest’albero più lucra-tivo degli olmi, dei frassini, ec.
Se il terreno è di qualità mediocre, sarà bene il prov-vedere il fondo della fossa con delle zolle erbose,