Band 
Tomo XI.
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veruna utilità ai coltivatori, se non si rende quest’ alberoprima più comune, che fra noi non si trova.

Si tentò di dare le foglie di quest’ albero ai bachi daseta, ma se pur le mangiarono, le mangiarono essi mal-volentieri, essendo troppo ruvide; sembrano esse però a-dattale al nutrimento dei montoni, ciò òhe le renderebbepiu utili ancora. Prezioso può rendersi quest’ albero pertale oggetto ai coltivatore, per la sua facoltà di crescerenei più cattivi terreni, di germogliare rapidamente, di ca-ricarsi d’ una quantità glande di foglie. Insisterò io sem-pre sopra questa coltivazione con lauta maggior premura,che il solo suo legno, tagliato ogni terzo o quarto anno,può compensare le spese del suo governo. Questo legnotenero e li ggero non servì finora che come combusti-bile; ed anche per questo solo motivo diventa un arti-colo importante per Ja Francia, in un tempo che fra noii combustibili diventano sempre più rari e cari.

V è anche un altro gelso papirif'cro, che proviene dallaGiamaica , il di cui legno adoperato viene per tingere ingiallo: questo è il rnorus linctoria, di Linneo. In Francia questo non è coltivato, perchè già senz’ altro fra noi nonpotrebbe resistere in piena terra. ( J3. )

GELSOMINO, Jasminum. Genere di piante della óian-dria mouoginia, e della fanrglia delle gelsominee, checontiene più di venti specie d’ arboscelli e d’ arbusti, gliuui airampicanti, gli altri dritti, quasi tutti osservabiliper 1’ odore soave dei loro fiori, parecchj dei quali si col-tivano in piena lena nel clima di Parigi .

Il Gelsomino comune, ossia Gelsomino bianco, Ja-sminum officinale, Lin , ha gli steli sarmenlosi a frondeverdi e striale ; le foglie p'cciolate, opposte, alate conimpari, vale a dire, a sette fog ioline ovali, acute, la ter-minale assai lunga; i fiori bianchi disposti in ombclla ses-tile all’ estremità delle fronde. Si tiene questo per origi-nario dell Indie, ed è coltivato già da gran tempo neinostri giardini, ove sorge ali’ altezza di dieci in dodicipiedi, e fiorisce alla metà dell’estate. Qualunque terra gliconviene, ma riesce meglio nei terreni leggeri, e freschie caldi nel tempo stesso: ama il mezzogiorno, cresce be-nissimo però anche a tramontana. Le gelale forti gli fan-no del male nel clima di Parigi ; ma se morir fanno essei suoi rami, ed i suoi steli, agiscono assai di rado suilesue radici; la perdita si lipara quindi in mena di due