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ehe non si ravvisa più nessun segno di contacio. Non sideve temere di mutilare le cipolle; il ferro non è ad essenocivo, e la cipolla ridotta anche alla metà non tardamolto a risanarsi ; che se esposta poi viene al sole dopo1’ operazione, difesa da un vetro, la parte mutilata si di-secca, e si cicatrizza ben presto.
Questa esposizione al sole sotto una vetriata può esserbuona in Olanda ; ma nei paesi meridionali, ove i suoiraggj sono ardenti, io credo che sarà meglio osser-vare con tali cipolle le pratiche stesse, che si osservanocon quelle disposte a spicchj.
Questo male si può chiamare veramente contagioso, eperciò sarà meglio gettar via tutte le cipolle, che ne sonoinfestale, senza lusingarsi d’ un’ inutile guarigione, la qualein ogni caso diverrebbe precaria, mentre le loro produ-zioni medesime erediterebbero lo stesso difetto, e le ci-polle vicine, tanto ne’ serbato]’, quanto nelle tavole, nontarderebbero molto ad esserne sciaguratamente intaccate je perfino la terra stessa, ove si trovarono tali cipolle, co-nte pure quelle, colpite dalla malattia qui sotto esposta111 secondo luogo, può comunicare il contagio nell’ anno■® e gUente alle cipolle, che si volessero piantarvi. Questo èUno dei motivi, che deve determinare a levarle tutte o-gn’ anno, ed a non collocarle nella stessa terra, che ogniterz’ anno. Coloro, che le lasciano per due o tre annidi seguito senza levarle, tanto per risparmiar la fatica,quanto per ottener degli spicchj in maggior numero e piùbelli, esposti si trovano a perdite rillessibili, se queste duemalattie intaccano le loro cipolle.
Visitar dunque conviene ciascuna cipolla, prima di pian-tarla, e portar via con un temperino tutte le parti sospet-te. Se l’interno sotto il pezzo taglialo c bianco, nulla re-sta a temere. Gli altri preservativi sono: i.° di non pian-tare delle cipolle vicino a quelle, che intaccale furono daquesto male; u.° di non servirsi di quella terra, che ali-mentò dei giacinti per diversi anni di seguito, e d’ annoin anno senza intervallo; 5.° di non mettere queste piantein quei siti, ove le acque restano stabili durante l’inver-no; 4-° di non adoperarvi nessun letame di cavallo, dipecora, o di porco, che non sia assolutamente ben con-sumato.
La seconda malattia, quasi sempre mortale, è un glu-tine infetto, che corrompendo prima 1’ esteriore della