Band 
Volume secondo.
Seite
393
JPEG-Download
 

LETTERE VARIE. 3g3

m’io vorrei, perché noti trovo nè parole nèmodi che significhino quel ch'io ne senio eveggio nell’anima e nella mente (i). Solamentevi dico, ehe quando scopersi quella tavola, di-menticai il mio secolo, e mi parve d’essere nelmezzo del cinquecento quando gli uomini ve-devano i volti vivi escite dalle dita di Tizianoe di Raffaello. Seguile, mio caro Agricola, se-guite questa via che avete presa a camminare,e lasciate che tulli gli zoppi e gli sciancati egl’infermi, che vi vorrebbero venir presso,gridino e latrino a mezza via, e ctepiuo perlatrare e gridare. — Questo vi dico non giàper gratitudine al magnifico vostro dono , maper intimo convincimento, e per ridirvi quelloche qua tulli dicono. Perchè quantunque notisiamo in terra di pittori e d’artisti , pure quimolti hanno occhi per vedere e giudicio finoper giudicare; e forse uon invano si vive sottoquel cielo, sotto cui naquero anche Raffaelloe Bramante . Che se questo è poco, ben pre-sto vedrete al giudicio di queste provinceunirsi quello di Bologna e di Milano , doveio medesimo colla Costanza ini recherò adesporre la vostra tavola ed a godete il bal-samo delle vostre lodi; le quali dico balsamo,perchè saranno dolci all’anima mia più chese fossero date a me stesso. Già la fama n’è

(i) Di questo egregio ritratto, rappresentante laSposa del Perticari, vedi anche nel toni, vili,par. in, pag. 4'9> del Giornale Arcadico ciò chene ha scritto il sig. commenti, don Pietro de’prin»cipi Odescalchi, e nel toni, xtv, par. i, pag. ia3,ciò che ne hanno cantato i signori cav. VincenzoMonti e conte Gio. Antonio Roverella,