3g» LETTERE VARIE,
disegnatori, osservate la descrizione che fa delnostro poeta l'antichissimo Benvenuto da Imola nel suo comento inedito: Il venerabile Dante fu di statura mediocre : il portamento eragrave e mansueto ; l' abito onestissimo e qualeconveniasi a filosofo. Il volto era lungo , ilnaso aquilino, gli occhi un po' grossi, le ma-scelle grandi , il labbro inferiore sporgente, ilcolore fosco, i capelli e la barba densi, negrie crespi, il viso melanconico e pensoso. A mepare di vederlo in queste poche linee cosibene come in quel muro del duomo di Firenze .Ria assai meglio il vedrò con tutta Italia ,quando avrete voi dato termine al vostro qua-dro che non dubito non abbia a riuscire maravi-glioso (i). — A che termini è condotto il ri-tratto della mia Costanza? Pensale s’io sospirodi ammirarlo e farlo ammirare. Scrivetemenealcuna cosa, mio divino amico; si, divino, per-chè lo siete e nel cuore e nell’intelletto. Eamate d vestitissimo Giulio. — Di Pesaro , ai19 di settembre, i8zo.
LETTERA XII.
Al medesimo, A Roma.
Che m’avete voi fatto? Io m’aspettava unquadro, e voi m’avete mandato un miracolo.Ed un miracolo si gentile e sì nuovo , chem’ha tolta perfino la potenza di scriverne co-