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FAIITE IL
Vince» l'oro co'crini,
E 1’ avorio col seno ,
Aveva atti e paiole,
Onde sempre feriva,
Onde sempre addolciva.
Tal cinta in aurea vesteDal crin veli doratiAH'aura ella sciogliea;
E per T ampie foreste,
Nobili archi lunati ,
Leggiadra ella tendea ;
Nè correndo imprimeaNeve co’ piè di neve ;
Sì fu rapida e lieve.
De’ suoi cotanti onoriLe boscherecce schiereTanto eran use a dire ,
Che Pan Dio de’PastoriS'invogliò,di vedere,
Preso ornai per udire :
E l’ardere e ’l perireNon furo in lui più tardi , \
Che il primier de’ suoi guardi.Quinci, se il dì sorgeva ,
Solo ne i boschi ombrosiSiringa ei vagheggiava ;
Quinci, se il dì cadeva ,
Solo negli antri ascosiDi Siringa ei pensava :
Or quando ei sì I’ amava ,
Tentò scaldarle il coreCon preghiera d'Amore .
Un giorno armava l’arcoDietro un folto cipresso
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