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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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VJO RIME DEL ChIÀBRERA.

Indi la lira sollevò dal piano

Con la sinistra, e già disposto al cantoRecossi r arco nella destra mano ;

Ove le corde ebbe tentate alquanto,Ricercando su lor tuono di guaiFece fatte udir note di pianto :

Veggonsi sullApril rancj gli erbai,

Da che ti ci furò nostra sventura ,

qui più, Tirsi , odorano i rosai.

Sempre sta su quest aria un uggia oscura,Ben dovuta compagna a nostri duoli,

Onde più messe ornai non si matura.

Posano in secco tronco i loro voli,

E dolenti cominciano i Fringuelli ,

E rispondono mesti i Rusiguuoli.

E con lungo bebù capre ed agnelli

Schifano i rivi , e le più molli erbette ,

mugghiano, ma piangono i vilelli.

Le tessute ghirlande a lor diletteOdian le Ninfe, e da fiorili pratiPer gli erti monti se ne vau solette :

Cessano tra Pastori i balli usati ,

possono fra noi cetere udirsi ,

Ed a sampogne non si dan più fiali :

Ben è di dura quercia il petto , o Tirsi ,

Che può non iterar gravi lamenti,

Senza per la tua morte intenerirsi.

Io certamente il suon de miei tormentiSempre farò sentir quinci dintornoStancando 1 aria con dogliosi accenti: v

Qui tacque Ergasto , e venne meno il giorno.