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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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parte IL _ 3a5

Ed ella è di diamante , e non di piombo ,

E via men doro : alia dimessa plebe]Non calpesta la fronte il grave orgoglioDoltraggiosa ricchezza ; ma ritornoAl mio Parnaso, e non votesser inni.

Non ebbe dunque, o Conte, onde partirsi,li Signor nostro, e non per tanto affermo,Che fu saggio consiglio il dipartirsi.

Ila visti in strani regni i lumi altrui ,

E vibrovvi non meno i lampi suoi,

Sicché fu glorioso infra i lodati,

E sera Ferdinando ornai vicinoA Signor farsi del paterno l'Cgno,

E se reggere i regni ha del celeste ,

Non dovea ricercar celeste aita

Per P alla impresa ? O su stellanti campi

Singoiar di pietà le Imperatrice ,

Dianzi agli aitar della magion tua sacra»

Pregio eccelso dItalia , il rimirasti ,

Porgerti prieghi , e consecrarti voli ,

Voti, e preghi non già , perchè al suo regnoCresca confin , ma perchè tua boutadeSia sempre seco a sostener lo scettro,

Sicché siano felici i suoi fedeli ,

pietade immortale unqua disfidaSperanze umane. Or siati felici appieno,

Orso , ] alme stagion del suo ritorno :

Volino verso il ciel fumando incensi,

^ del beliÀrno la città festeggi :empre lieta per lui sorga lAurora,vteda Espero mai , salvo sereno.

Darga messe ad osnor , larga vendemmiaLe brame adempia della plebe; ed egliFermi m terra del cielo aurei decreti,Vibrando ìai fra lo splendor degli Avi»