LIBRO PRI3f#. 43
alcune travi, che in quel campo erano,così forte diè e percosse, che spezzatelee rotte , ed esso a terra caduto , il SignorAnton Maria se ne levò e gittò fuori.Dunque di cavaliere pedano divenuto , ve-dendo il Tedesco a cavallo con la spadain mano contra se venire, dietro ad unpalo fitto in terra per sostenimento d’alcu-ne travi si contenne , e parimente il Te-desco assalente e da più alta parte perco-tente rispigneva, e di ferirlo con la suaspada si faticava ; perciocché i cavalli, perconvenenza tra loro posta , ferir non si po-tevano. Ma mentre che molti colpi dando-si , l’uno e l’altro animosamente combattea,nè quanto volea, potea profittarsi, essendoe dagli elmi, e dalle corazze, e dagli altrivestimenti di fino acciajo quasi tutte le lo-ro membra coperte • il Signor Anton Mariad’ira e d’onta ripieno , perciocché a niqui-tosa condizione di battaglia si vedeva es-sere , e tacitamente raccendendosi, al suocombattitore, che con voglia cercava diferirlo , fatto empito , prese e tolse il col-tello. Ma colui posta mano alla mazza fer-rata , eh’ egli all’ arcione avea , quella invece del coltello si mise ad adoperare .Allora il Signor Anton Maria con alta vocegli disse : Perchè isforzi tu me uno a com-battere con due , all’ uno de’ quali la con»dizione tra noi posta, all’altro le altruiarme sono a difesa? Se tu uomo sei, contiguale sorte contendi. Così il Tedesco te-