libro primo. Si
per forza v’ entrino , non essendo egli pre-munito $o perchè dallo assalto della nostraoste repentino quelli di dentro impauriti,acciocché a ruba non sian posti , si ren-dano. E così a tale caso e avvenimentotentar quella oste, che essi aveano, erabastante. Ciò se bene andrà , M. Lucastesso sopra gli altri sommamente il Capi-tano loderà , che a questo ha pensato. Sepure Trento si difenderà , dato il guasto alsuo territorio, e messe a fuoco le castellae ville di quella contrada , ripieni di granterrore gli nimici, ritrarre I’ oste vincitricesi converrà. E questo con più consenso degliuomini fare allotta si potrà, che se già ora noinon vendicati ci dipartissimo. Certo il mo-do di ben fare e avanzare alle osti non èsempre dato ; e perciò quando dato è , daquelli che governano egli preso con ognidiligenza dee essere e usato, acciocché larammemorazione e penitenza d’averlo passa-re e dileguarsi lasciato non ci tormenti.
Questo ragionamento avuto dal Prov-veditore Marcello, il Pisano nella sentenzadi lui portare agevolmente si lasciò. Dun-que amenduni si contentarono , che sopraciò il Capitano quello che gli parea facesse.-il quale, i Provveditori lasciali, a spedire ead apprestar la bisogna si diede. E perciocchénella sinistra ripa del fiume, nella quale eTrento e Roverè avea, era il castello detto laPietra, tre miglia da Roverè tra l’un luogoe 1’ altro lontano, in alto posto sopra la via ,