LIBRO PRIMO. 55
Maria de’ Rossi con la sua compagnia disoldati a cavallo, avendosi prima per mez*zo gli nimici con le arme e con la virtù,fatto strada, e salvatosi nel piano, i Tede-schi lieti della vittoria incontro a se rivo!»se : co’ quali combattendo , quello che nel-le guerre l’animo e la costanza potesse fe*palese. Perciocché egli parte di loro ucci-se , gli altri sospinse e fugò , e a se piùchiara vittoria de’ nimici vincitori ( il cherade volte suole avvenire ) in quella guisariportò. Gli altri Conestaboli e Condottieridi cavalli, e privati, che di fuggire s’asten-nero , per balze non usate i gioghi diquelle montagne superati , e pochi in bar-chette ricevuti, a Roverè si ritornarono :tra’i quali fu il Rosso, che la notte co’suoia molta fatica passò il fiume. Tagliato diTedeschi non picciolo numero, quella rot-ta dell’oste della Città assai di loro sangueLagnarono. I nostri più e più giorni a rin-novare le loro genti penarono. Nè in quelmezzo i Tedeschi punto si mossero ; quan-do non guari minor danno ricevuto , chedato, di riparare la loro oste anco essimestier» aveano. Nondimeno ne’ gioghi delFeltrino e del Vicentino e d’ intorno allaco di Garda , con quelle masnade, cheraccogliere potevano, gli uni e gli altriuccidendosi, e alcune castella prendendoe ardendo , e danni facendo , solleciti eintenti furono. E il castello Arco, che ètre miglia lungi dalla ripa del detto laco ,